AD OGNI ABBRACCIO
Succede tutte le volte che si rivedono. Prima di ogni abbraccio i loro sguardi si cercano, ansimano e si spaventano allo stesso tempo. La voglia di ritrovarsi li porta a muoversi verso una stessa direzione.
Il primo contatto è lo sguardo che viaggia su una traiettoria immaginaria, i passi si susseguono veloci, schivando gli ostacoli alla loro destra e alla loro sinistra. Entrambi vogliono percorrere il tragitto più breve, quello che li porterà a toccarsi e odorarsi.
Adesso sono quasi vicini e le braccia iniziano ad aprirsi, distendersi per poi incurvarsi e chiudere la linea retta che hanno disegnato. Adesso un anello avvolge due corpi separati, come fanno due elementi dentro la stessa circonferenza. Tutto dura pochi attimi, pochi battiti all’unisono, pochi respiri che suonano una sinfonia. Eppure, qualcosa li spinge ad aprire l’anello, gli occhi si sostituiscono alle braccia. Scatta la paura di perdersi, avanza il bisogno di riconquistarsi, è fondamentale restare uniti.
Lei continua a guardarlo, lui ha già abbassato lo sguardo. Scende l’imbarazzo tra i due, la stessa di quella prima volta, sconosciuti in quella casa, tra amici, in quella confusione di volti e voci. Lei torna indietro al giorno del compleanno della sua migliore amica, quando indossava un vestito arancione fasciato da una cintura elastica che valorizzava i suoi piccoli seni. Lo ricorda nella stanza accanto, circondato da ragazze a lei sconosciute. Nessun interesse la spinse ad avvicinarsi, ma un insolito istinto le fece chiedere se la porta dietro quelle larghe spalle fosse il bagno. I loro sguardi si incrociarono e poi l’università fece tutto il resto con le lezioni degli stessi professori e i laboratori da seguire.
Lui cammina, lei lo segue; lui si ferma, quasi ci ha ripensato, quasi aspetta quell’occasione per fuggire, ritrovarsi libero di decidere del suo tempo. Tutto si converte in attesa, in riflessione, in confusione. Tre passi in avanti con le mani sciolte, libero da qualsiasi vincolo.
Dubbi. Attesa. Decisione.
Tre passi indietro sono sufficienti per convincersi, per redimersi.
-Mi appartiene- dice Luca tra sé.
-Che cosa sarei io senza di lui? -pensa Angelica.
Si afferrano le mani e adesso abbracciati ritornano ad essere una sola cosa nella stessa direzione.





