Massimo Maria Carpinteri, olio su tela cm. 30X30 (2023-24)
IL BAMBINO INTERROTTO
SINOSSI:
Questo racconto è un commovente addio travestito da viaggio fantastico, in cui la morte infantile si trasforma in un passaggio poetico verso l’eternità. Albert, bambino sognatore, sale su una barca a forma di mezzaluna, portando con sé la propria immaginazione intatta e lasciando dietro di sé un mondo che non ha ancora imparato a comprendere. Il racconto tocca nel profondo per la sua tenerezza e per la delicatezza con cui affronta la perdita, senza drammatismi ma con profonda sensibilità. La fantasia qui funge da conforto e omaggio all’innocenza che parte troppo presto. È una storia luminosa che lascia un’impronta malinconica e piena di speranza.
IL BAMBINO INTERROTTO
Chi ha detto che in prima classe viaggiano solo uomini e donne di una certa età? Sul vagone Heaven salgono pure i bambini allegri, un poco disorientati, ma tanto sognatori. Albert aspetta il suo turno per lasciare il pianeta della terra ferma e inoltrarsi nel pianeta aria. Il suo viaggio sta per iniziare. Non ha comprato il biglietto, qualcuno ha deciso per lui, ma ubbidiente accetta, forse sorride. Sale sulla nave mezzaluna, che non avvisa i passeggeri prima di mettersi in movimento. Un segnale acustico, alquanto stridente, lo conduce all’ingresso della nave. Appena giunto sulla scaletta per salire non riceve parole di congedo perché i cieli infiniti davanti a lui lo portano sempre più in alto.
Albert ha con sé poche cose, occhiali rotondi che gli serviranno per disegnare sul suo taccuino azzurro, pennarelli colorati che addolciranno le figure dei suoi fumetti e tanti sogni da realizzare, dove tutto è possibile. Il suo biglietto non ha prezzo, ma il capitano del suo spicchio di luna chiede sola una cosa in cambio: la sua giovinezza. Albert non conoscerà le prime rughe sul viso e i suoi occhi saranno sempre sorridenti perché l’eterna ignoranza gli regalerà una costante spensieratezza. Una perenne infanzia che non vedrà un corpo crescere e un intorno mutare. Un’infanzia interrotta in cambio di un eterno gioco, nessuna paura lo aspetta e nessun confronto tra pari. È un bimbo e non conosce la realtà, ma solo la fantasia dove niente è noioso, ripetitivo e banale, come nel mondo dei grandi. Albert lascia qualcuno ad aspettarlo, ma deve andare.
– Attento, Albert! Sono io, mi vedi da quaggiù? Potresti scivolare da quella mezzaluna. Senti la mia voce lontana? Mi conosci bene, ma non mi presti attenzione. Corri Albert anche se si slacciano i pantaloni lungo la corsa o se ti scivola- no gli occhiali per la fretta. L’importante è raggiungere l’altro orizzonte. Indietro è impossibile tornare. Segui quella scia di luce che ti conduce verso arcobaleni sui quali scivolare e verso stelle che anche di giorno brilleranno al tuo fianco. So che appena arrivato tutto sarà diverso. C’è pure una mongolfiera che ti aspetta per portarti verso terre sconosciute, che, viste dall’alto, ti regaleranno profumi e colori di posti incontaminati.
Ormai ho capito che è impossibile fermarti, però tu fammi una promessa: – Quando sarò vecchio ricorderai che siamo stati due amici inseparabili fino alla tua partenza. Ti lascio andare alla tua infanzia, ma torna durante la mia vecchiaia. Ci conto… buon viaggio, Albert!





