LE COSE CHE CONTANO

Massimo Maria Carpinteri, olio su tela cm. 30X60 (2023-24)

LE COSE CHE CONTANO

SINOSSI:
Questo racconto, “Le cose che contano”, è una delicata metafora sull’infanzia, l’immaginazione e la libertà. La figura della signora con l’ombrello guida i bambini — e il lettore — in un viaggio simbolico in cui si impara a lasciare andare il superfluo e a valorizzare l’essenziale: la creatività, il gioco, i ricordi e l’autenticità. Il tono onirico e poetico crea un’atmosfera magica, quasi cinematografica, dove ogni oggetto quotidiano assume un nuovo significato. La storia invita a volare con l’immaginazione, ma anche a guardarsi dentro e a connettersi con ciò che davvero conta. È un tenero omaggio alla libertà di essere se stessi.

LE COSE CHE CONTANO

Ragazzi, adesso fate attenzione alle mie parole (dice la signora con l’ombrello).

Quando c’è vento bisogna stare attenti. Le folate sono rapide e vi possono trasportare su piani e dimensioni diverse.

Luca, Cristina, Davide non mollate mai la fune a cui siete già appesi. Gli aquiloni vi guideranno quando sarete travolti dalle raffiche più violente, ma niente paura sono proprio quelle che vi porteranno fino alle vette più alte. Occhi chiusi e braccia aperte. Sentitevi leggeri. Non portate accessori inutili.

Cristina, tranquilla, anche il tuo gatto può volare. Non servono le ali per arrivare in quella direzione, la libertà.

Il mio ombrello vi guiderà verso quel signore lì in alto che, con la sua magica scatola nascosta dietro un velo, immortalerà il momento più felice della vostra giovane vita.

Davide al suo tre apri gli occhi e ti ritrovi molto più in alto di adesso, segui le foglie. Non ci sono ostacoli e qualsiasi giocattolo arrivi vi farà divertire di più. Niente tecnologia, ma un dado, una sedia e tanta fantasia. Vi è concesso un solo gioco, ma se decidete di andare a mani vuote, non importa perché l’immaginazione rende tutto possibile. I vostri aquiloni voleranno ancora più su del mio ombrello, ma non smarrite la rotta. Ogni volta che vi sentite trasportare altrove guardate la mia punta. Sgombrate le menti di ansie e pensieri e iniziate ad alleggerirvi di cose inutili. Dai non restate a guardarmi. Più si è, più ci si diverte. Più si sale, più se ne ha voglia.

Luca tu sei un vero sportivo, vedo che non sai rinunciare alla tua palla da calcio.

Davide non perdere gli occhiali durante il viaggio, ti serviranno.

Cristina hai una sola scarpa, non lanciare l’altra in aria perché vorrai sentire lo scricchiolio dei tuoi sandali sul tappeto d’aria che ti aspetta. Sciogli quella lunga coda e fai vedere i tuoi dorati capelli e tu Luca allontana quella palla dalla fotocamera perché in primo piano voglio solo sorrisi e occhi grandi.

Pronti?

1, 3, 6…! Mi raccomando, si sale fino a toccare il cielo con le mani e a farsi scattare quella fotografia indelebile che ci porteremo sulla terra per guardarla tutte le volte che saremo tristi o spenti. I ricordi belli danno allegria.

E tu che mi stai guardando, prova a seguirci, aggrappati alla fune degli aquiloni e respira libertà quella che ti farà percorrere ogni strada del mondo. Le cose che contano sono davvero poche senza la libertà di poterle scegliere.

Luca, Cristina, Davide aspettatemi, non ho ancora dato il segnale di partenza… via!