L’UOMO/L’IMPERFETTO

L’UOMO/L’IMPERFETTO

Siamo esseri fragili, piccoli, imperfetti e pieni di vuoto che nessun amore riuscirà mai a colmare. Andiamo dietro a imperfezioni, debolezze, macabre conquiste. Non ci spaventa il male, ma il bene ci fa paura. Scordiamo il bello, il puro, per rincorrere un ideale che non esiste che ci svuota e poi ci fa ammalare. Perché’ è proprio così, siamo ammalati di paure, indecisioni, false conquiste che non arriveranno mai, ma che vogliamo a tutti i costi.Allora mi chiedo: – se una mattina lasciassimo andare le nostre ossessioni e ci lasciassimo trasportare solo da uno scambio di sorrisi, da un dare senza ricevere in cambio, da una paura condivisa, che nel gruppo quasi si annulla? Se ci scordassimo delle falsità, se ci vedessimo per quello che veramente siamo, abitanti di un pianeta popolato da miliardi di specie diverse e che tutte nella sua diversità apportano qualcosa di buono, senza che l’una prevalga sull’altra.

La storia ci insegna che ogni nostro passo, come razza umana, è dettato da obiettivi. Sono loro che danno senso a tutto, alla vita e che, nonostante insicurezze, guerre, debolezze e vuoti interiori, abbiamo il dovere di provarci a fare qualcosa. Perché’, altrimenti, non saprai mai se qualcosa di diverso può accadere. Ancor più adesso che siamo a un margine molto ristretto di decisioni: salvarci o lasciarci distruggere.

È per questo che non si possono chiudere gli occhi e dire che niente è cambiato finora. La storia, l’esperienza, i fatti degli altri ci avranno pure insegnato qualcosa? continuiamo ancora a cadere sulla stessa pietra?

Come diceva quel film di Valter Veltroni “Quando”: -la storia non è circolare ma lineare, e come tale si può cambiare. Aspirare al cambiamento significa dare un passo nella direzione della scoperta, che ci salva dai disastri del passato e dalle angustie del presente. La vita ci dovrebbe insegnare a rincorrere dei valori e non a osannare delle miserie.

L’uomo è imperfetto, ma non per questo può ridurre la storia in pezzi. Un motivo ci sarà se quella linea, quella della storia, ha solo un senso di marcia, in avanti e non indietro, no?