ALLE VOLTE IL MIO CUORE SI ALLONTANA

Massimo Maria Carpinteri, cm 30×60, olio su tela (2025)

ALLE VOLTE IL MIO CUORE SI ALLONTANA

ALLE VOLTE IL MIO CUORE SI ALLONTANA

Il primo segnale di vita è un battito cardiaco: tic toc. Da quel momento tutto diventa emozioni e desideri. Nasce una nuova vita. Iniziano le storie e i ricordi segnano il tempo. Si comincia a correre per arrivare a un traguardo, per trovare un buon lavoro e infine si costruisce una famiglia. Ci si allontana da luoghi, persone e certezze. Non si pensa, non ci si ferma, ma il cuore è sempre lì con il suo tum −ta in una mamma italiana, lubb −dub in una inglese e tic −tac in una spagnola. Ogni volta che ci si separa dagli altri si è soliti dire: −magari ci vediamo!  −poi facciamo qualcosa insieme, ma c’è sempre una scusa per rimandare al mese successivo, all’estate prossima e magari all’anno che verrà. La vita scorre accelerando o rallentando il ritmo di un solo organo che appare sui piccoli schermi di un telefonino ogni qualvolta vogliamo manifestare affetto verso qualcuno.

Il cuore di Veronica oggi è in festa, lei che, dal suo balcone sorride mentre annaffia i fiori. Tira il filo dei panni stesi che, scorrendo su sé stesso, le riporta i vestiti asciutti. È già passato un anno da quando Veronica ha lasciato le frequenze alte, di colore blu e viola, del mondo lavorativo per stabilizzarsi in quelle basse, di colore rosa. Ha finito con la scuola, anche se si ritrova spesso circondata da ex alunni che la chiamano “prof” per le strade della sua città. Basta con voti e formule matematiche che dovrebbero semplificare la vita, ma alle volte la complicano ancora di più. Adesso, però, può aprire porte e finestre e lasciare entrare luce, quella che da dentro le classi ha spesso perso. Non si alzerà come ogni mattina alle 6.30 in punto per imbottigliarsi nel traffico e nei rumori dei clacson in fila al semaforo. Ha un tempo tutto suo. Può truccarsi e indossare un abito nuovo, a righe verdi e gialle per l’occasione.

Ha preparato, come di consuetudine una torta alla fragola e pistacchio per far contenti tutti e, con indosso la collana più colorata, vuole soffiare la prima candelina e lasciare andare il cuore dove vuole. È felice come non ricorda da tempo. Non ci saranno più downs nelle sue giornate, ma solo ups. Lucia, la figlia maggiore, è andata via di casa già da qualche tempo, Saverio, il piccolo, ormai vive in un altro continente e lo si può andare a trovare quando si vuole. Gli amici più cari non la perdono mai di vista. Carolina, con la sua musica, l’accompagna da sotto il balcone e Michele, con i suoi pennelli, ha appena dipinto il quadro che a lei fa sognare: due innamorati che in qualche parte del mondo, non così lontano da noi, resistono alla paura delle bombe tenendosi per mano. Sperano in un futuro migliore mentre in un mare verde petrolio cadono rottami di razzi.

Anche Veronica conosce la tristezza. A sei anni vide il padre andar via dopo una violenta lite con mamma e a soli diciassette anni si ritrovò a crescere un figlio senza un uomo accanto. Per lui era stata solo una sbornia, per lei, invece, un evento che le avrebbe cambiato la vita. Il suo cuore iniziò ad isolarsi, rimase intrappolato nella quotidianità fatta di tanti sforzi e pochi svaghi. Lavorò e si dedicò ai figli senza risparmiarsi e prima che tornasse a osservarsi allo specchio ci vollero diversi anni.

Guardatela lì, adesso, è davvero bella. Ha liberato il suo cuore che non va più alla ricerca delle frequenze degli altri, ma dei propri tempi. Quando Veronica dice: Ogni tanto il mio cuore si allontana è perché ha bisogno di ritrovarsi. Per cui lasciate che oggi festeggi il suo cuore, che batte forte e si innalza nel cielo per sentirsi speciale. Il cuore si accontenta di molto poco, anche di un solo battito ancora pur di conoscere nuove rotte.


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