IL MONDO E’ BELLO?

IL MONDO E’ BELLO?

Il mondo, io, lo immagino bello, pieno di luoghi interessanti da scoprire e con angoli da esplorare, ma soprattutto con volti da interpretare. Eppure, da quasi un anno o più, inizio a vedere solo tristezza attorno a me, quasi non ci fosse più niente da difendere o per cui lottare. Raramente accendo il televisore ed ogni volta non riesco a reggere, fino alla fine, la carrellata di notizie che informano di disastri naturali, di morti in guerre o incidenti stradali, che stroncano la vita di giovani che, chissà…forse…magari, sarebbero state promesse di un futuro che mai conosceranno. A volte è così elevato il numero che ho paura di non sopravvivere alla perdita dei miei familiari.  

Vedo come la vita degli ultraottantenni si allunga e quella dei diciottenni o, anche meno, viene interrotta. È un’ingiustizia alla quale non so trovare soluzione, eppure prima era più facile o meno frequente non impaurirsi. Sì, di certo esisteva la preoccupazione, l’ansia, l’agitazione, ma non ricordo di aver rinunciato a un viaggio o non aver preparato una valigia con entusiasmo.

Adesso qualsiasi viaggio ha un dilemma che non ti lascia dormire la sera prima:

e se poi va male qualcosa?

– e se all’aeroporto smarriscono le valigie?

-e se non troviamo l’hotel?

-e se ci derubano?

Un se che si è scordato di un:

magari incontriamo qualcuno interessante!

-magari compreremo tanti regali!

-magari nella stanza troviamo un gadget nuovo!

– magari sarà il viaggio più bello della nostra vita!

Difficile cambiare atteggiamento. Ogni volta è un’incognita all’andata e un sospiro di sollievo al ritorno, se tutto è andato bene. È cambiato così tanto il mondo in appena un decennio? Cosa mi è sfuggito? In che attività ero immersa che non ho visto la gente che ha smesso di sorridere, il vicino di casa che non saluta, ragazze che provano a distruggere il proprio corpo e anziani che non cedono alla vecchiaia? Ci sarà qualcosa che non ho sentito o riconosciuto? Ci sarà stato un momento in cui ho detto “non ci sto”, eppure, ho accettato, in cui mi sono alzata in piedi e, poi, sono crollata sulla sabbia? Un attimo in cui non volevo che accadesse tutto ciò, ma, non ho ancora capito come sono arrivata fin qui?

Io credo ancora nel mondo e nel tempo in cui mi è toccato vivere, ma sarò pronta a scendere la valigia dall’armadio e mettervi un pantalone, un paio di scarpe e due maglioni senza pensare che può far freddo o caldo, che posso scivolare e sporcarmi, che posso perdere la carta d’identità?

Insomma, sarò capace di lasciarmi guidare dalla voglia più che dalla ragione, dall’istinto più che dalla pianificazione? Saprò vedere ancora la bellezza del mondo senza sentire le urla, le lacrime e la sofferenza di chi voleva fare la mia stessa valigia e ora giace sui fondali del mare o galleggia verso sconosciuti scogli? Di chi si trova tra le macerie di un edificio crollato o di chi si nasconde nei rifugi antiaerei perché la guerra non gli dà tempo di sognare?

-Forse, mi dico, – il mondo sarebbe il caso di esplorarlo da dietro uno schermo, seduta su una poltrona, senza sprecare tempo e soldi-, ma mi rifiuto. Voglio lottare per alzarmi e fermare la mano di chi ha solo un obiettivo: distruggere e trasformare un mondo bello in qualcosa di sconosciuto. Voglio vederlo quel mondo che mi è stato donato per seppellire chi non ha avuto un posto in un cimitero, per tirare fuori una donna da sotto le macerie e per ridare vita a tante ragazze che meritano di essere felici, anche quando tutto le fa paura.

Adesso so che è tempo di preparare la mia valigia, anche se non ho ancora fissato la data della mia partenza…