Massimo Maria Carpinteri, olio su tela cm. 30X30 (2025)
L’UOMO CHE NON SAPEVA VOLARE
SINOSSI:
«L’uomo che non sapeva volare» è un racconto commovente che esplora la perseveranza e il valore di inseguire i propri sogni, anche quando tutto sembra andare contro. Attraverso la figura di Alcide, l’autore ritrae la lotta interiore tra il desiderio di volare e le insicurezze che lo circondano, un simbolo della lotta per la libertà personale e il superamento delle aspettative altrui. La storia è piena di metafore poetiche, come le ali di carta e il volo come atto di coraggio, che conferiscono al racconto una profonda carica emotiva. La conclusione, con Alcide che finalmente vola grazie a una folata di vento, offre una sensazione di trionfo e speranza, invitando il lettore a osare seguire i propri sogni.
L’UOMO CHE NON SAPEVA VOLARE

Dalla sua sedia Alcide sta per spiccare il volo. Indossa ali di carta che lo aiuteranno ad arrivare su quelle case che ama osservare, laggiù. Ancora non ha deciso quando, ma si sente pronto ad andare, aspetta, ormai, da troppo tempo.
−Vediamo un poco come fare −ripete senza stancarsi. Se parto il 4 di gennaio arriverò dopo qualche giorno in quella casa di fronte con due balconi grigi. Ho visto che la sera accendono una candela per qualche ora come se volessero illuminare la facciata. Oppure parto il 24 febbraio per arrivare lo stesso pomeriggio su quel tetto colorato e riposarmi un poco prima di ripartire.
Immerso nelle date si addormenta. Quando riapre gli occhi è già marzo. Il freddo e la neve non l’aiutano a prendere una decisione, bisogna ancora aspettare le giornate di sole della primavera quando i campi, come unghie smaltate riprenderanno i loro colori ed eleganza. Davanti a lui ci sono solo lunghe antenne che affiorano dai tetti come sottili spaghetti neri. Alcide non si sente ancora pronto. Ha deciso di riprovarci domani.
Giugno arriva e in ciabatte bianche e pantaloni marroni, sempre un poco più corti, ritenta. Distende le braccia per un nuovo tentativo.
−Non sarà poi così difficile arrivare fin lassù? Quelle rondini hanno imparato da sole. Una mattina si sono lanciate dal nido e, senza spiaccicarsi al suolo, sono apparse in cielo. Io voglio stare lì con loro, accidenti, non con i miei fratelli più grandi. Tra nuvole e aria fresca non sentirò più le loro voci: con quelle mani tozze non potrai mai imparare un mestiere, meglio che abbandoni quei tuoi ridicoli sogni, ma forse hanno ragione. Torno un altro giorno.
Anche oggi Alcide rinuncia a volare. Per costruire le sue ali ha raccolto pezzi di canne che il vento dissemina in più parti. Ha scelto dimensioni diverse e con tanto impegno li ha uniti con ritagli di stoffa, quelli che lascia sua nonna nel cesto di pezze. Ha usato due larghe bretelle per unire due ventagli su un pavese di giornali che non sarà asciutto prima di luglio, anche se lui preferisce aspettare l’autunno.
È arrivato ottobre e Alcide è pronto per lasciare la terraferma. Oggi non ha più scuse per rimandare, la voglia di provarci è più forte della paura di non farcela. Fugge dalle chiacchere, dai borbottii dei fratelli. Oggi niente e nessuno potrà impedirgli di andare. Ha provato a spiegare che anche lui merita un posto nel grande mondo in cui vive e che senza i sogni non esisterebbero i colori. Con indosso vestiti consunti e due grandi zampe di papera alle spalle, che lui chiama macchina della libertà, sale nuovamente sulla sedia. È pronto. Distende le braccia, saluta tutti e non versa neanche una lacrima d’addio. Non saranno la malinconia, i pranzetti caldi e appetitosi della mamma o le minacce dei fratelli prepotenti a fermarlo. Rallenta. Volge lo sguardo indietro. Tutti sono sicuri che abbia mollato e anche stavolta tornerà a casa. Un piede sta quasi per cedere, è quasi a terra, ma è proprio quando si pensa che la fine sia già arrivata che il destino entra in scena e sconvolge i piani di noi essere umani piccoli e fragili. Una vigorosa raffica di vento travolge la sedia, scompone i capelli di Alcide e muove le sue ali che adesso iniziano a sbattere…
1…2…3
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Alcide sta volando davanti agli occhi increduli di chi pensava che quel ragazzo non sarebbe mai riuscito a farlo. E se il suo sogno inizia con un jump, provate a saltare anche voi dalle vostre sedie per rincorrere i vostri sogni, esattamente come ha fatto Alcide.





